La “copia” del Salvator Mundi venduta all’asta da Christie’s a più di 1 milione di dollari

Ve lo ricordate il SALVATOR MUNDI?

Sì, dai… il quadro venduto per 450 milioni di dollari, attribuito a Leonardo da Vinci 😂😂😂(scusate, non ce la faccio nemmeno a scriverlo senza ridere).

Ecco, qualche giorno fa è comparsa ad un’asta una “copia” di questa costosissima opera.

Copia… insomma, ci vuole una bella fantasia anche per definirla “copia”.

È comparsa in un’asta da Christie’s, senza troppo clamore, tanto da avere una stima e una base d’asta bassissime. Ma alla fine, ci credereste? Ha fatto il botto!

L’opera, il cui valore era stato inizialmente stimato a $16.000, durante l’asta ha avuto un inaspettato susseguirsi di offerte. L’offerta finale è stata di $1.110.000.

Ah, dimenticavo: l’opera era anche fortemente danneggiata.

Manifesti dei Mondiali di calcio: Spagna 1982 nel segno di Mirò

Il manifesto ufficiale dei Mondiali di calcio 1982 fu realizzato nientemeno che da Joan Mirò.

Anche la spagna, una volta avuta l’assegnazione dell’organizzazione della coppa del mondo, decise di affidare la realizzazione del manifesto ufficiale ad uno dei suoi più grandi artisti: l’allora quasi novantenne JOAN MIRÓ.

Largo ai giovani, insomma!

L’opera realizzata dall’artista catalano si intitola “La Fiesta”: in linea con le sue più celebri creazioni, troviamo i colori più frequenti della sua produzione artistica. Anche se a prima vista non sembrerebbe, l’opera rappresenta un calciatore che si alza verso il cielo per colpire di testa un pallone, rappresentato qui da una luna piena rossa.

Manifesti dei Mondiali di calcio: per Italia 90 ci pensa Alberto Burri

Il manifesto ufficiale dei Mondiali di calcio del 1990 fu affidato ad uno dei più importanti artisti italiani del Novecento: fu commissionato nientemeno che ad ALBERTO BURRI.

Burri realizzò un poster efficacissimo nella sua semplicità: nel manifesto infatti non vediamo altro che una foto dall’alto del Colosseo con al centro una rielaborazione grafica di un campetto da calcio. L’immagine in bianco e nero dell’Anfiteatro Flavio è una fotografia aerea presa dall’archivio storico dell’Aeronautica Militare, mentre il campetto al centro ricorda molto quello dei videogiochi di calcio stile Commodore 64 in voga in quegli anni.

Burri, in un’intervista, descrisse così il suo lavoro:

“È semplice vero? Mi sono preoccupato molto perché lo fosse. Non volevo una grande idea che rincorresse se stessa, volevo una cosa nostra, di tutti i giorni, com’è il calcio. M’è venuto in mente il Colosseo. Cristo, mi sono detto, ma cos’è il Colosseo se non uno stadio? E al tempo stesso è l’immagine dell’Italia. E allora ho cominciato a cercare di fondere le due facce, di portare il pallone dei mondiali nel primo grande stadio della nostra storia. Mi sono messo il Colosseo davanti e ci ho lavorato sopra. L’ho guardato e riguardato finché non ho capito come si poteva adattarlo al calcio e a me.”

La MAIONESE di Rembrandt

“LA MAIONESE DI REMBRANDT”

“LA MAIONESE DI REMBRANDT”

“LA MAIONESE DI REMBRANDT”

“LA MAIONESE DI REMBRANDT”

– l’hanno scritto veramente –

“LA MAIONESE DI REMBRANDT”

“LA MAIONESE DI REMBRANDT”

“LA MAIONESE DI REMBRANDT”

– tutto vero –

“LA MAIONESE DI REMBRANDT”

“LA MAIONESE DI REMBRANDT”

“LA MAIONESE DI REMBRANDT”

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Se anche voi odiate la MAIONESE di REMBRANDT, ma anche

Manifesti dei Mondiali di calcio: Francia 1938

Il manifesto ufficiale della terza edizione della Coppa del Mondo di calcio, quella di Francia 1938, fu affidata ad un artista semisconosciuto.

Praticamente non lo conosceva nessuno nemmeno in patria. Poca gloria per chi sbarcava il lunario realizzando principalmente locandine cinematografiche. Infatti l’artista che ebbe la commissione di realizzare il poster della manifestazione si occupava principalmente di questo. “Lavorava nel cinema”, diciamo…

HENRI DESMÈ, attivo tra gli anni ’30 e gli anni ’50 del Novecento, era infatti specializzato nel dipingere le locandine che si vedevano fuori dai cinema in quegli anni. Locandine dai colori tenui, che lasciano trapelare la leggerezza e la tranquillità di quelle pellicole.

Del tutto diverso l’aspetto del manifesto dei mondiali: il periodo prebellico incise molto sulla scelta dell’artista, sia nella cromia che nei soggetti realizzati. Quello che viene fuori è un’opera oscura, marziale. Era chiaro a tutti, anche all’artista, che nel giro di pochi anni sarebbe scoppiato un conflitto di proporzioni mondiali.

Vandali nei musei

Lanciare salsa di pomodoro e zuppe di verdura su celebri opere d’arte conservate nei più importanti musei di tutto il mondo: è il trend in voga negli ultimi mesi.

Per quanto possa essere giusta questa battaglia e per quanto possa essere importante il tema del cambiamento climatico, mi trovo ad essere contrario a questa forma di protesta: per me non è accettabile che le opere d’arte siano strumentalizzate in questo modo, tantomeno pensando al fatto che vengano messe in pericolo, al di là della presenza o meno di vetri protettivi.

Ma ho un suggerimento per gli ambientalisti su come attuare la protesta: lo espongo nel video qui sopra.

In questo caso si guadagnerebbero tutto il mio rispetto.

Un grazie a Marcello di Pierro per la collaborazione!

Manifesti dei Mondiali di calcio: Uruguay 1930

La prima edizione della Coppa del Mondo di calcio si svolse in Uruguay, nel 1930.

Quello che vedete è il poster ufficiale della manifestazione. Fu commissionato al pittore GUILLERMO LABORDE, uno dei massimi esponenti del movimento artistico uruguayano chiamato PLANISMO. Questa corrente, sviluppatasi prevalentemente in territorio uruguagio negli anni ’20 del Novecento, era caratterizzata da rappresentazioni contraddistinte da linee austere e colori vivaci.

Devo ammetterlo. Non avevo mai sentito parlare del Planismo prima d’ora.

Mascotte BRUTTE dei mondiali di calcio: la storia di Ciao e La’eeb

Oggi, visto il periodo, vi parlo di Mondiali di calcio.

Vi porterò nel magico mondo delle MASCOTTE DEI MONDIALI.

Quelle brutte però.

Vi racconterò:

– la storia della creazione di Ciao, la terrificante mascotte di Italia’90 e la complicità del critico d’arte Federico Zeri.

– la devianza mentale di artisti e designer che può portare all’ideazione di mascotte che quando le guardi sembra che ti chiedano “Ti prego, uccidimi!”.

– la mascotte di Qatar 2022, fatta apposta per entrare in competizione con Ciao di Italia90 per vincere il titolo di Mascotte più brutta della storia dei mondiali.

– come realizzare con un velocissimo Art-Attack la mascotte di Qatar 2022 fatta in casa.

Via del Canto Rivolto a Firenze

Ultimamente sulla pagina facebook di Arte a modino mi stanno dicendo che prendo un sacco di cantonate… beh, in realtà non dicono proprio così… vengono usati dei termini un po’ più forti.

Ma lo sapete da dove ha origine l’espressione “PRENDERE UNA CANTONATA”?

E lo sapete dove si trova il segnale stradale -forse- più antico di Firenze?

Oggi vi porto in zona Santa Croce, in via del Canto Rivolto.

Via Vacchereccia e la torre di Palazzo Vecchio

Da che cosa trae origine il nome “via Vacchereccia”, il breve tratto di strada che porta in Piazza della signoria a Firenze?

Spoiler: non c’entrano niente le vacche.

Spiego tutto (o almeno ci provo) nel video qui sopra.

Avrete capito che c’è di mezzo la torre di Palazzo Vecchio, che il buon Arnolfo di Cambio decise di costruire sfruttando una torre preesistente, la cosiddetta “torre della Vacca”. E come mai si chiamava proprio così, “della Vacca”? E dai… e guardatevelo questo video, dura nemmeno 3 minuti! (e magari iscrivetevi anche al canale YouTube di Arte a modino!)