I Friends of Florence confermano il loro impegno per la manutenzione del David di Michelangelo

 

Il 29 febbraio scorso è stato firmato l’accordo tra la Direzione della Galleria dell’Accademia e Friends of Florence  grazie al quale anche per il 2016 la fondazione americana si fa carico delle spese inerenti la manutenzione del David, delle altre sculture di Michelangelo (Prigioni, San Matteo e Pietà da Palestrina) e del modello del Ratto delle Sabine di Giambologna, custoditi museo di via Ricasoli a Firenze.

A sottoscrivere l’atto davanti ai media – che prevede lo stanziamento di 20mila euro lordi – sono stati la Direttrice della Galleria dell’Accademia, Cecilie Hollberg, e la Presidente della Fondazione non profit Friends of Florence, Simonetta Brandolini d’Adda.

Come accade ormai ininterrottamente dal 2005, l’accordo è stato siglato tenendo fede alla filosofia, condivisa da entrambi i contraenti, che è meglio investire per una manutenzione costante e frequente piuttosto che per un intervento di restauro a lunga scadenza. Come mi ha detto Cecilie Hollberg nell’intervista “è come andare dal dentista: uno va regolarmente, pulisce i denti, quindi ha una grande occasione di non doversi far trapanare i buchi” (la direttrice ha preferito usare metafore semplici con me: evidentemente non le davo l’impressione di essere molto avvezzo alle tecniche di restauro… Va bene! Alla fine ho capito il concetto!)

Cecilie Hollberg ha approfittato di quest’occasione per far sapere a tutti quello che accade nel museo quando è chiuso al pubblico. Il lunedì di chiusura dei musei fiorentini infatti non è solo un modo per dare il giorno di riposo ai custodi e far arrabbiare i turisti che bussano inutilmente al portone dell’Accademia per vedere il David. Ci sono delle motivazioni dietro a questo. La manutenzione delle opere è una delle principali. Chi avrebbe mai pensato che anche una statua come il David deve essere spolverata come un qualsiasi soprammobile?

Durante la conferenza stampa ho avuto l’onore e la fortuna di poter salire sui ponteggi allestiti per la “spolveratura” del David. Mi perdonerete per la non eccelsa qualità del video nell’ultima parte ma vi assicuro che, un po’ per l’emozione di poter vedere da vicino il capolavoro, un po’ perchè effettivamente l’impalcatura lassù era traballante, era difficile realizzare inquadrature meno tremolanti!

Gli interventi di manutenzione come questo si ripetono mediamente ogni due mesi, ma nei periodi di maggiore affluenza di visitatori nel museo, la frequenza degli interventi scende a 4/5 settimane. L’obiettivo è quello di rimuovere i depositi incoerenti di polvere e di particellato per evitare che questo si accumuli e si compatti.

L’operazione, che vede impegnata la restauratrice Paola Rosa coadiuvata dalla collaboratrice Emanuela Peiretti, prevede l’utilizzo di un aspiratore e di pennelli a setola molto morbida.

Tutto il lavoro – che normalmente si svolge solo nella giornata di lunedì, quando il museo è chiuso per turno – viene effettuato con l’ausilio di un moderno ponteggio mobile che garantisce elevati standard di sicurezza e di manovrabilità.

Inoltre, l’elevata frequenza degli interventi sul David mette in condizione la restauratrice di effettuare anche un monitoraggio ravvicinato continuo della scultura, ed eventualemente di segnalare anomalie sulla superficie.

Gli interventi ai Prigioni, al San Matteo e alla Pietà da Palestrina si svolgono invece con una frequenza minore (circa ogni quattro mesi), ma seguono la metodica adottata per il David.

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