Museo Richard-Ginori di Doccia: intervista a Tomaso Montanari

Il 27 marzo scorso, in occasione della manifestazione OpenDoccia, ho incontrato Tomaso Montanari, al quale ho chiesto cosa ne pensasse dell’imminente annuncio del ministro Franceschini riguardo l’acquisto del museo da parte dello Stato.

Montanari spera che l’annuncio, avvenuto pochi giorni dopo aver rilasciato questa intervista, si concretizzi presto. La situazione del museo è infatti tragica: chiuso da quasi tre anni, ormai lasciato a se stesso, senza alcun tipo di manutenzione, aggredito da muffe e infiltrazioni d’acqua che stanno mettendo in serio pericolo i pezzi della collezione.

«Dal momento in cui si dice che tutta la soluzione dei problemi del pubblico sarebbero nel privato e che i grandi musei sarebbero gestiti molto meglio se fossero dati ai privati, noto che c’è un museo privato che costa quanto un appartamento di lusso, 2,5 milioni di euro, e nessuno è in grado di comprarselo. Alla fine deve intervenire il “Babbo Stato”».

Montanari auspica per la gestione del Museo di Doccia una fondazione pubblico-privata, associando allo Stato altri soggetti: in particolare un socio popolare in cui ci fossero dentro i lavoratori della Ginori e i cittadini di Sesto Fiorentino. Montanari sottolinea il fatto che Doccia debba rimanere fortemente radicato al territorio. Sarebbe il primo esempio al mondo in cui i cittadini si comprano un pezzo di museo per sedere nel consiglio di amministrazione e decidere la politica culturale del museo.

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One thought on “Museo Richard-Ginori di Doccia: intervista a Tomaso Montanari

  1. Prima di tutto, desidero dirti che sono proprio felice di leggere un tuo nuovo post!
    e quindi ti rinnovo i complimenti
    Per quanto riguarda l’idea di Montanari la trovo realmente interessante e democratica; in questo modo si potrebbe far avvicinare più persone al mondo dell’arte, in particolare ai
    musei.
    Solo che ho molte perplessità a riguardo del ministro Franceschini…
    In varie occasioni, soprattutto mentre presenziava ad iniziative, mi ricordava la famosa canzone della grande Mina “Parole. parole”…
    io aggiungo…”Soltanto parole!”

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