Sulla cosiddetta “riapertura” del Corridoio Vasariano: alcune riflessioni personali.

La scelta delle parole è importante.

Ma in questi casi non credo si tratti di scelta sbagliato nell’inserire un termine al posto di un altro.

Per quello che sto leggendo in questi ultimi tempi su giornali e varie testate on line riguardo al futuro del Corridoio Vasariano, non credo si possa parlare di scelta sbagliata di vocaboli. Parlerei piuttosto di REFUSI DI STAMPA.

Leggo ovunque di “RIAPERTURA”. Ma se ci fermiamo un attimo a pensare quello che è stato fatto, capiamo bene che non ha alcun senso parlare di riapertura.

L’apice è stato però toccato dal quotidiano che non ha parlato di riapertura: secondo questo giornale, il direttore Eike Schmidt passerà alla storia come quello che ha aperto PER LA PRIMA VOLTA il Corridoio Vasariano.

Un eroe, insomma.

Peccato che sia stato omesso il fatto che siano stati fatti sparire tutti gli oltre seicento autoritratti esposti lungo il percorso fino ad un anno fa.

riaperturacorridoiovasariano

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