Arte a modino Contest 2020 – le opere in gara

Ecco a voi le opere partecipanti all’Arte a modino Contest 2020, “La Madonna del Codacons”

1) GIUSEPPANGELA CAMPUS

Titolo: CHI CI AMA CI SEGUA:
Tecnica mista: disegno e grafica computerizzata
Oggi l’arte è spesso fusa con la cultura della mercificazione.
Dal sacro al profano: ” Chi mi ama mi segua”.

I consumatori e le loro associazioni elevate a figure di Redenzione.

2) FILIPPO CANALI

Titolo: “Madonna del melograno del Codacons degli idraulici”
Materiali: rame, ottone, canapa
Istallazione contemporanea momentanea su banco da lavoro, sul genere di quella battuta all’asta di Banksy durata giusto il tempo del colpo di martello.

“Il simbolismo dell’opera vede la trasposizione su un banco di lavoro di un selfie della Madonna (gioco di parole assolutamente volontario) il cui frutto, il melograno, simbolo della fecondità, è rappresentato da una palla da galleggiante in rame. Ecco perché il volgo l’ha impropriamente ribattezzata “degli idraulici”, prendendo anche spunto dal resto dei materiali usati. La caducità dell’opera è assolutamente voluta in quanto rappresenta il consumismo. La necessità degli acquisti effimeri, a cui nemmeno gli idraulici possono rinunciare: da qui la necessità di una tutela anche nei loro confronti. Ecco perché il tema dell’opera è Madonna del melograno detta del Codacons degli idraulici”.

3) LEONARDO CIAPETTI, “IL PITTORE DI SESTO”

Tecnica: olio su sfondo acrilico
Cartone telato 30×40;
“Se esistesse una protettrice dei diritti dei cittadini in quanto consumatori non potrebbe avere altro che le vesti di una giovane determinata e competente allo stesso tempo strenua in difesa e decisa in attacco.
Non nego che un pensiero è andato al “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo dal quale ho tratto qualche spunto di ispirazione”.

4) MARIO DE NICOLAIS

Come se non fossero bastate le polemiche del Codacons relative alla Madonna in versione Chiara Ferragni, Mario de Nicolais ci propone una Madonna versione tutorial di “Detto Fatto”.

5) RITA FOROTTI

La “Madonna del Codacons” di Rita Forotti è una rivisitazione digitale della Madonna con bambino dipinta da Giovan Battista Salvi detto “il Sassoferrato”. L’opera di partenza è la stessa rielaborata da Francesco Vezzoli con le fattezze di Chiara Ferragni, pubblicata poi su Vanity Fair suscitando le ire del Codacons.
Al posto del frutto, Rita inserisce giustamente l’uccello presente nel logo del Codacons, in maniera molto naturale, tanto da riprendere la celebre iconografia della madonna del cardellino. Nella bocca del volatile, i tre trifogli, anch’essi presenti nel logo dell’associazione.

pagina facebook: Non solo falsi d’autore di Rita Forotti

6) GIOLUGAMMA

Tecnica mista su carta.
Liberamente (molto liberamente) ispirata all’opulenza delle statue da processione della Madonna di Siviglia. L’artista ha pensato a una Madonna alle prese con la spesa quotidiana e al passaggio alla moneta elettronica (gli angeli porgono la carta di credito).
sito personale: http://www.giolugamma.com

7) STEFANO MARIOTTI

“Gli omini sovrapposti uno sull’altro io li chiamo Antipop. Da sempre rappresentano la massa umana. Gli ho chiamati antipop perchè è come se l’umanità, dopo aver consumato l’impossibile, sia rimasta totalmente nuda e si muova in cerca di un qualcosa, di un’altra cosa da consumare in maniera incessante.
La Madonna è ridotta ad un vero e propriosimbolo pop (infatti non ha fattezze) ed i miei antipop le vanno tutti incontro, probabilmente per consumare anche lei”.

sito personale: stefanomariottipittore.com

8) SOFIA MASULLO

Titolo: “Femminiello con in braccio bambino nero”
Tecnica: penna rossa e matita su foglio ruvido bianco 28,5cmx22cm

“Nella tradizione popolare partenopea, il femminiello viene generalmente considerato una persona che porta fortuna. Per questa ragione è invalso l’uso – sempre nei quartieri popolari – di mettergli in braccio il bimbo appena nato e scattargli la foto.
Il ritratto non vuole indagare sul concetto di maternità in senso biologico (es. gravidanza, parto, allattamento) che generalmente si associa alla Madonna, ma piuttosto sul quello di genitorialità.
Nella scelta dell’architettura di fondo del ritratto (e nella raffigurazione dell’aureola tipica dell’arte sacra) c’è un chiaro rimando alla rappresentazione iconografica della “Madonna con bambino”, ma c’è stata anche la volontà di allontanarsene, usando due volti che invece appartengono a due comunità ancora emarginate e discriminate nel mondo.
Questo ritratto non deve e non vuole dare certezze o verità,
ma al contrario suscitare il dubbio. Provocare.
Dare vita ad un dibattito estetico ed etico”.

“Quando ancora raccoglievo idee per il contest, parlai a mia madre della denuncia del Codacons a danno di Chiara Ferragni, in seguito alla diffusione sui social del suo volto ritratto come quello della Madonna. Mia madre mi chiese: “La Ferragni è madre/ha figli?” ed io risposi di sì. “Allora la denuncia è priva di senso. Come potrebbe offendere il senso religioso se di fatto anche lei è madre?”.
Questa sua risposta spontanea e diretta mi è rimasta scolpita nella testa. Di fatto Maria, estratta dalla dimensione biblico-religiosa, è anzitutto una giovane donna e in seguito anche una madre. Seguendo questo mio semplice e forse ingenuo ragionamento, ho concluso che di fatto qualunque madre potrebbe essere ritratta come Maria, come la Madonna. Non dimentichiamoci che lo stesso Caravaggio usava come modelle per ritrarla (così come per le sante) prostitute e/o donne del popolo, poiché “dietro ad ogni santo c’è un uomo”: in questo senso, mi sono chiesta se – con un volto che non fosse quello di Chiara Ferragni ma piuttosto di una donna qualunque, assolutamente sconosciuta – il Codacons avrebbe sporto denuncia ugualmente. Forse, influenzato dal fatto che si trattava di una donna ricca e popolare (oltre che influente), il Codacons non ha visto nessun altro scopo in quel ritratto se non quello della visibilità e del profitto.
Ho ragionato un momento su cosa sia realmente provocatorio, e su come avrebbe potuto reagire il Codacons vedendo il mio stesso ritratto, col quale ho voluto osare un po’ di più e il cui intento è chiaramente provocatorio (e che senza dubbio raccoglierà sia consensi che dissensi), ma che soprattutto intende aprire un dibattito autentico a più voci e incoraggiare ad una riflessione consapevole e critica sulla maternità (nel caso della mia opera intesa più ampiamente come genitorialità), e comprendendo in questo discorso anche e soprattutto tutt* coloro che ne vengono esclus* sia nell’arte che nel sociale”.

9) ANDREA ZOCCO

Tecnica: acrilico su carta (33×48 cm)
“La Madonna che ho deciso di rappresentare presenta dei tratti stilizzati: l’intento è quello di spersonalizzarne il volto, per dare maggior enfasi ai colori utilizzati. Le tonalità fredde di blu e di azzurro usate per i vestiti si scontrano con quelle calde dello sfondo, per sottolineare il calore materno nei confronti del Figlio, e il ruolo dello Spirito Santo nel concepimento di Cristo.”

[Di fronte ad una apparente mancanza di collegamenti con il tema del concorso, Andrea Zocco ci propone in realtà una Madonna che sembra ricordare i manifesti pubblicitari di molti decenni fa, quando erano realizzati da veri e propri artisti. La Madonna e il bambino, entrambi sorridenti, ci ricordano infatti quelle famigliole felici delle pubblicità, tanto care al Codacons]

Profilo Instagram: www.instagram.com/andrea.zocco/

San Giacomo l’Interciso: iconografia del santo tagliato in 28 pezzi

In questo nuovo video ho voluto analizzare l’iconografia del povero SAN GIACOMO INTERCISO.

Il santo prese questo appellativo in seguito al terribile martirio che gli valse il soprannome (“intercisus” = tagliato a pezzi. Secondo la tradizione i pezzi in questione furono ben 28, dopodiché fu anche decapitato). L’iconografia del santo ha fatto sbizzarrire gli artisti più splatter di ogni epoca.

Bloccato da Sgarbi

Vi è mai capitato che qualcuno vi bloccasse su twitter senza mai aver interagito direttamente con quel profilo?

Ecco, ad Arte a modino è successo.

L’account di Vittorio Sgarbi mi ha bloccato (non so da quanto, l’ho scoperto solo oggi), senza che abbia mai interagito col suo profilo (mai mandato messaggi diretti, mai commentato in alcun modo sul profilo, nessun “like” a commenti negativi ai suoi tweet, ecc.).

Che dite, forse se l’è presa per qualche meme che ho fatto negli ultimi anni?

Qui era quando rischiò di affogare in Albania in 20 cm di acqua…

Arte a modino Contest – Terza edizione – LA MADONNA DEL CODACONS

***LA MADONNA DEL CODACONS***

L’obiettivo del concorso è quello di regalare alla storia dell’arte (e all’associazione dei consumatori) una nuova iconografia. A fianco alle tradizionali iconografie della Vergine, ne verrà così creata una nuova: quella della MADONNA DEL CODACONS.

Quindi, cosa fare per partecipare al concorso?

Dovrete attingere alla vena creativa che è in voi e realizzare la vostra opera raffigurante la Madonna del Codacons. Sarete voi a decidere in che modo raffigurarla, quali attributi dovrà avere o cosa sarà intenta a fare: tenendo sempre presente che si tratta della Madonna di un’associazione di consumatori.

Sono ammesse al concorso opere realizzate con qualsiasi tipo di tecnica:

  • olio su tela
  • tempera su tavola
  • acquerello
  • affresco
  • carboncino
  • lapis su foglio a quadretti
  • scarabocchio su cartone della pizza
  • stencil su muro
  • arte digitale
  • videoarte
  • fotografia
  • qualsiasi tipo di performance
  • scultura (in argilla, in bronzo, in terracotta, in marmo di Carrara, in pongo ecc…)

Qualsiasi altra forma artistica in aggiunta a quelle elencate qui sopra sarà ben accetta.

Fate una foto oppure scannerizzate l’opera e mandatela al seguente indirizzo: arteamodino@gmail.com

Le opere dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 dicembre 2020 e saranno giudicate da una giuria di esperti che decreterà in maniera inappellabile il vincitore del concorso.

Il vincitore, oltre a vedere il proprio nome nell’Albo d’Oro del Contest, riceverà in premio la splendida maglietta di Arte a modino.

L’acquasantiera digitale “Michael”

Prima di giudicare, tenete presente che questa acquasantiera fra qualche secolo sarà presente nei principali musei ecclesiastici accanto ad altre acquasantiere rinascimentali in pietra o marmo.

Ecco il mio commento al video che da qualche settimana sta imperversando sui social.

Al di là della funzione pratica, trovo stupenda la presenza della conturbante bionda platino che disinvoltamente avanza lungo la navata e pubblicizza l’arredo sacro mentre parla del parroco, alle prese col “suo organo”, con in sottofondo canti gregoriani, mentre la croce multicolore al led segnala l’avvenuta spruzzata di acqua santa.

Tamponi anche sugli animali

Paolo Uccello aveva previsto tutto.

Altro che i Simpson

PAOLO UCCELLO, San Giorgio e il drago (1460 circa). Olio su tela (57x73cm). Londra, National Gallery

In soffitta

Gli autori di Eike Schmidt hanno trovato di nuovo il colpo di scena per far andare avanti la serie ed accrescere il mito attorno al personaggio del direttore. GENIALI!

C’è da dire che ai giornalisti questa cosa del ritrovamento del prezioso quadro IN SOFFITTA è sempre piaciuta molto:

Impallamenti

Avete presente quelle persone che, mentre state ammirando un capolavoro in un museo, si frappongono fra voi e la tela, impallandovi la visione dell’opera?

Ecco, io non le ho mai sopportate.

Mood del momento

Penso che questo sia lo stato d’animo non solo mio, ma di molti frequentatori del blog.

Vanessa impressionista

Chissà cosa diranno ora gli haters di Renoir…

(Ebbene sì. Potrà sembrare una cosa assurda, ma esiste veramente un movimento di “odiatori di Renoir”. Cosa fanno? Insultano l’artista sui social e postano dei selfie davanti alle sue opere mentre fanno smorfie di disapprovazione. Bella roba, eh?)